Progetta un sito come questo con WordPress.com
Crea il tuo sito

Manifesto

  • Siamo queer, frocie e intersezionali.  Il nostro spazio è aperto a tuttə, perciò non sono ammessə sessistə, razzistə, terf, swerf e difensorə di altri deprimenti universi
  • Ognunə deve poter avere il diritto di stabilire il proprio genere a prescindere dal sesso biologico e dalla propria apparenza: l’equità di genere si raggiunge decostruendo il genere.
  • Rispettiamo ogni tipo di relazione e/o di sessualità vissute come autodeterminanti e che trovino fondamento nel consenso. Tuttə hanno il diritto di amare e non amare, di scopare e non scopare, di desiderare e non desiderare. No all’eteronormatività, sì alla queer (mal)education!
  • Siamo anticapitalistə e operiamo in spazi sociali: il collettivo per noi è uno spazio sicuro, senza gerarchie, al di fuori delle logiche capitalistiche basate sul principio del do ut des, quindi un luogo che permette di scoprire i propri valori fuori da un sistema che costruisce anche le relazioni più intime come scambi di profitto.
  • Crediamo nella sorellanza come pratica volta a disinnescare la competizione in favore della solidarietà tra donne
  • Siamo abortistə e lottiamo per l’autonomia e la libertà di utero-dotatə di decidere sui loro corpi. Esigiamo l’abolizione dell’obiezione di coscienza, che in Italia permette al 69% dellə ginecologə di rifiutare una cura essenziale e rivendichiamo il diritto di effettuare l’Interruzione Volontaria di Gravidanza in maniera gratuita e sicura. 
  • Come femministe intersezionali, riteniamo che la questione meridionale ci riguardi. La provenienza da sud Italia e isole costituisce un’asse di intersezione – pari a genere, razza, classe (etc.) – che non siamo dispostə a ignorare. Riconosciamo la discriminazione sociale sistematica del meridione e rifiutiamo la presunta omogeneità nazionale, per questo rivendichiamo la consapevolezza delle differenze e ci impegniamo a visibilizzarle.
  • Crediamo che il sistema linguistico debba rispecchiare la realtà, abbandonando il burocratese e andando oltre il binarismo
  • Decostruiamo il concetto di bellezza stabilito dallo sguardo maschile eteronormato: ogni corpo “non conforme” deve essere libero
  • Decostruiamo i concetti di femminilità e virilità stabiliti dalla società patriarcale: ogni mente “non conforme” deve essere libera
  • Riteniamo necessaria un’educazione sessuale pubblica, mirata a dare attenzione al piacere, alla salute e allo smantellamento di stigma e a dare una prospettiva esaustiva sul sesso. Questa deve includere anche risorse e informazioni su consenso ed autoerotismo.
  • Il lavoro sessuale è lavoro: le persone che scelgono di farlo devono essere tutelate, lo stigma deve essere smantellato ed è necessario distinguerlo dalla tratta. Siamo consapevoli che in un sistema basato sulla disparità di genere, ogni lavoro consista nell’assoggettamento del proprio corpo al sistema capitalistico.
  • Gli spazi pubblici e le città riflettono la società capitalista e patriarcale nella quale sono stati costruiti: vogliamo lavorare per fare sì che ogni spazio pubblico sia sicuro e accessibile per tuttə. Rifiutiamo la militarizzazione delle strade, mirata invece a perpetuare dinamiche violente e patriarcali. Non più spazi a misura d’uomo ma a misura di tuttə.
  • Sottolineamo il profondo legame tra capitalismo, patriarcato e devastazione ambientale: la crisi climatica non colpisce tutti i corpi allo stesso modo e le soggettività che ne risentono maggiormente sono quelle già discriminate e marginalizzate. Per questo, è necessario che la lotta sia ecotransfemminista.
  • Siamo stanchə che i disturbi di persone vagino-dotate non vengano né studiati né diagnosticati, stanchə che il mondo medico sia prettamente androcentrico stanchə di essere invisibili, stanche di essere considerate pazze. Finché la situazione non cambierà, vi sbatteremo in faccia la nostra vagina, il nostro sangue non è blu.
  • Ci stanno simpatici gli MBEB (maschi bianchi etero basic) che ascoltano davvero e riconoscono i propri privilegi.
  • Siamo statə zittə per secoli, ora è arrivato il momento di urlare e ballare ubriacə sul sepolcro del patriarcato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: